DALLA LEGGE DI STABILITÀ UNA SPINTA PER TORNARE A CRESCERE

by Mirco | 8 gennaio 2015 18:20

o-CRESCITA-facebook[1]Il 2015 si è aperto, dal punto di vista economico, con notizie di segno contrastante. Da una parte, buone nuove come il crollo del prezzo del petrolio e la svalutazione dell’Euro, che daranno una spinta importante al nostro sistema produttivo. Dall’altra, le incognite legate alle elezioni in Grecia con il rischio di una nuova fase di instabilità della moneta unica. Personalmente, sono cautamente fiducioso. L’Italia, che pure ha archiviato il 2014 con un PIL ancora in calo, ha tutte le potenzialità per rimettersi in moto. Negli anni della crisi tante nostre imprese hanno chiuso i battenti, ma molte altre si sono riorganizzate, hanno accresciuto la loro competitività e ora sono pronte a ripartire. La legge di stabilità, approvata dal Parlamento a dicembre, contiene diverse misure che aiuteranno la crescita e la creazione di lavoro. La prima e più importante scelta è una forte riduzione delle tasse sulle famiglie e le imprese. Il bonus di 80 euro è stato stabilizzato, con uno sgravio fiscale permanente per i lavoratori dipendenti di 10 miliardi all’anno. Questa iniezione di risorse nei bilanci familiari favorirà i consumi e l’andamento positivo dei saldi è un primo segnale confortante, da questo punto di vista. Pagheranno meno imposte e contributi anche le imprese che creano lavoro stabile, che potranno dedurre dall’Irap il costo lavoro a tempo indeterminato (finalmente!) e verseranno zero contributi sociali per tre anni sui nuovi assunti nel 2015 a tempo indeterminato. Per rilanciare gli investimenti è stato deciso un forte allentamento del patto di stabilità degli enti locali ma anche la proroga dei bonus sulle ristrutturazioni edilizie e gli interventi di risparmio energetico, nuove agevolazioni fiscali delle spese in ricerca e sviluppo e il rifinanziamento della legge cosiddetta “nuova Sabatini” (che incentiva gli investimenti delle imprese in beni strumentali). Per il sociale, la legge di stabilità stanzia risorse aggiuntive per gli ammortizzatori sociali, introduce un bonus per i nuovi nati e rifinanzia il fondo nazionale politiche sociali, il fondo per le non autosufficienze, la carta acquisti e il cinque per mille (che viene stabilizzato, come da anni chiedevano le associazioni del terzo settore). Dopo anni di tagli indiscriminati, il governo torna a puntare sulla formazione dei giovani, finanziando con un miliardo di euro (che diventano tre dal 2016) il sistema scolastico e mettendo risorse aggiuntive anche sul fondo di finanziamento dell’università e le scuole paritarie. Non tutto è rose e fiori, naturalmente. Ma nel complesso c’è uno sforzo vero per superare le politiche di austerità e sostenere la ripresa dell’economia. Saranno i prossimi mesi a dirci quanto queste misure si riveleranno efficaci.

Endnotes:
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