GOVERNO RENZI: L’ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ DEL SEGRETARIO. CAMBIAMO VERSO!

GOVERNO RENZI: L’ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ DEL SEGRETARIO. CAMBIAMO VERSO!

Non vi era dubbio che gli ultimi mesi del governo Letta fossero difficoltosi, talvolta arrancanti. Leggi e decreti adottati nei primi mesi sono stati talvolta contradditori e confusionari. Certo, il momento era difficile, gli equilibri incerti, la situazione economica grave. Ma oltre al sottoscritto, ben più autorevoli commentatori avevano evidenziato il continuo rinvio su temi quali l’IVA, l’IMU, le proroghe sui bilanci comunali, la cancellazione di provvedimenti anche utili ed importanti come l’obbligo di associazione di funzioni per i piccoli comuni, il decreto Salva Roma, il condono fiscale per i grandi concessionari Slot e Video Lottery, i provvedimenti tampone per il bilancio dello Stato attraverso gli aumenti delle accise o le anticipazioni IRAP ed IRES per il 2014, il decreto IMU associato ai 7,5 miliardi per le banche.

Certo, sono state fatte anche molte cose utili e importanti, ma questo lo diamo per acquisito in quanto Letta e i suoi collaboratori erano e restano importanti e capaci figure della politica italiana. Ma la situazione andava facendosi confusa e altri provvedimenti come il taglio dello stipendio degli insegnanti (scatto 2013 trattenuto), la mancata copertura della mini-IMU, il provvedimento sui canoni degli stabili governativi, sono stati ulteriori provvedimenti che negli ultimi giorni evidenziavano una pericolosa deriva dovuta forse alla perdita di controllo della situazione. Le liturgie del passato venivano rispolverate per chiedere rimpasti, verifiche, un Letta-bis. Si è detto no. Il PD ha detto no a questo rituale. Lo ha fatto forse con brutale modalità, incurante purtroppo delle persone coinvolte, impietoso nei giudizi. Ma per riprendere il controllo durante una pericolosa sbandata occorre controsterzare bruscamente. Resta ora il dubbio se, ripreso il controllo del mezzo da parte del guidatore, il viaggio potrà riprendere serenamente. Perché non mancano le qualità al guidatore, ma i passeggeri sono gli stessi di prima: e tra loro i 101 che hanno bocciato Prodi, quelli che non hanno voluto Marini e che hanno scaricato Bersani prima e Letta poi, quelli che hanno maldigerito l’esito del congresso o l’apertura a Berlusconi, quelli che non ne vogliono sapere della nuova legge elettorale per paura di fare la fine del cappone a fine anno.

Perché è indubbio che l’orizzonte politico è ora diverso: indicando come ipotesi temporale del nuovo governo quello della legislatura (2018) si intende dire apertamente che le Larghe Intese con Ncd divengono non più una esigenza temporanea per superare la situazione economica e ottemperare alla necessità di urgenti riforme dopo l’incerto esito elettorale del 2013, ma una ben più strutturata alleanza politica. Renzi, quale nuovo guidatore, sa bene che tali alleati sono per natura incerti e inaffidabili. Li lega al PD la sola volontà di allontanare quanto più possibile il voto in attesa di sondaggi più favorevoli.

Si dirà che tutto questo ha comportato il dialogo con Berlusconi, il pregiudicato. Sottolineo che dal 30 luglio, data della condanna in terzo grado, al 2 ottobre data della decadenza, non ho visto nessun Ministro, viceministro o sottosegretario dimettersi. Non appartengo alla schiera dei complottisti, ma è chiaro a tutti che fondate ragioni devono esserci state nel repentino cambio di posizioni di Renzi dopo i dialoghi con Napolitano. Forse l’evidenza della situazione di stallo e una impietosa disamina da parte del Presidente della Repubblica (probabilmente unita a dati economici, alle prossime scadenze in Europa, al debito pubblico) hanno spinto alla decisione. La speranza (remota) è che, varate le riforme più urgenti e definita la nuova legge elettorale, si possa tornare ad un confronto elettorale con ipotesi alternative in un sistema più chiaro e regolato. Soluzione questa che forse Letta, o meglio i suoi compagni di viaggio, non riuscivano purtroppo ad assicurare. La vita dell’esecutivo non sarà certamente facile: si chiederà a questo governo ciò che ad altri era impossibile, dato l’equilibrio di forze eterogenee: ad esempio da subito leggi sulla parità dei diritti delle coppie omosessuali o sul fine vita. Nella speranza che nel frattempo le “diverse sensibilità” del Partito Democratico non portino ad una esplosione interna del partito. Cosa non avvenuta nell’ultima Direzione, ma eventualità per nulla tranquillizzante. Vero Romano?


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