I PASSI DELL’EDUCAZIONE

I PASSI DELL’EDUCAZIONE

Fra le emergenze di questi ultimi anni in Italia e nel mondo, sta ai primi posti una grande urgenza educativa.

Non solo per episodi di bullismo o di precarietà strutturale degli istituti scolastici, o per il susseguirsi di tagli alla didattica, che per la logica della notizia cattiva che scaccia sempre quella buona riempiono le prime pagine. Non è azzardato, infatti, proporre un parallelo tra la situazione educativa e scolastica che trovò dopo la Seconda guerra mondiale la generazione delle maestre e dei maestri come Mario Lodi o dei genitori che portavano i loro figli alla Barbiana di don Lorenzo Milani e quella attuale.

Differenti, certo, le condizioni economiche e quelle sociali: là un’Italia da ricostruire dopo la tragedia del fascismo e del conflitto e un tasso di analfabetismo ancora molto alto; qui un Paese pienamente inserito nella dimensione europea e nella globalizzazione, con buoni livelli di scolarizzazione di base.

Il parallelo è possibile, piuttosto, sul piano culturale e morale. Come allora siamo di fronte a nuove necessità di alfabetizzazione (all’italiano, per i bambini e le bambine di altre lingue e culture, ad esempio; ma anche, per tutti, alle tecniche e ai linguaggi digitali) che emergono in una fase nella quale alla crisi economica si accompagna la perdita di autorevolezza, di credibilità, di capacità di orientamento delle tradizionali agenzie educative: famiglia, scuola, parrocchie, partiti, sindacato, gruppi strutturati.

Per tentare di rispondere, insieme ai moltissimi che ogni giorno lavorano e vivono nell’azione educativa, si è costituita due anni or sono la Rete di cooperazione educativa C’è speranza se questo accade a…, costituita da una ventina di associazioni e da oltre duemila donne e uomini.

La Rete ha tenuto il suo primo incontro nazionale a Soave nell’ottobre 2011 e il secondo a Sestri Levante l’anno successivo.

L’incontro 2013 – dal titolo I passi dell’educazione. Per un’armonia tra arte e scienza – si terrà nel padovano, grazie alla sensibilità e al contributo dei due comuni dell’Unione del Medio Brenta, Cadoneghe e Vigodarzere. Il convegno si inserisce nel programma del terzo Festival della Lentezza, appuntamento biennale nato nel 2009 a Selvazzano, che quest’anno si terrà a Vigodarzere e Ponte San Nicolò.

Persone provenienti da ogni parte d’Italia, da Pordenone a Palermo, da Catania a Varese, da Foligno a Trento, oltre che, naturalmente, da Padova e dintorni, si riuniranno sabato 12 ottobre mattina all’auditorium “Ramin” di Cadoneghe, dove potranno assistere alla tavola rotonda Per un’armonia tra arte e scienza, che vedrà il confronto tra quattro persone di grande qualità, come Francesco Tonucci, ricercatore CNR e responsabile del progetto internazionale La città delle bambine e dei bambini;  Roberto Pittarello, artista e docente di didattica delle arti visive alla Facoltà di Scienze della formazione primaria dell’Università di Padova; Mariapia Veladiano, scrittrice e dirigente scolastica e Carla Ida Salviati, direttrice delle riviste didattiche Giunti.

Il convegno si sposterà nel pomeriggio alla scuola secondaria di primo grado “A. Moroni” di Vigodarzere, dove si terranno tredici laboratori, su temi che vanno dall’arte  e la scienza del maternage nei primi mille giorni di vita del bambino alle relazioni adolescenziali.

Domenica mattina, sempre alla “Moroni”, tredici gruppi tematici e di discussione, che toccheranno argomenti come l’arte del bambino, l’intelligenza numerica, la differenza di genere, la musica, l’educazione scientifica, la cultura dell’inclusione.

Nel pomeriggio di domenica 13, nel parco comunale di Villa Zusto di Vigodarzere, la kermesse Le ore dell’arte in valigia, con burattinai, fotografi, tipografi, musicisti, attori e attrici, giochi di un tempo.

Per tutta la durata del convegno, presso la nuova biblioteca del comune di Vigodarzere, nella Barchessa di Villa Zusto, sarà allestita la Piazza della Condivisione, con segreteria, coffee and tea corner, libreria pedagogica.

Il programma in dettaglio è disponibile sui siti delle due associazioni che hanno curato l’organizzazione: la Casa delle Arti e del Gioco (www.casadelleartiedelgioco.it) e La Scuola del Fare di Castelfranco Veneto (www.lascuoladelfare.it).

Alle porte di Padova, raccogliendo il testimone da Mario Lodi e dalla sua generazione, quella dei padri e delle madri della Costituzione, proseguirà quindi un progetto che si può dire a pieno titolo “politico”, se si vuole intendere la politica come arte e scienza, anch’essa, di governare le città abitate da donne e uomini e bambini e bambine, orientando i fini e disponendo i mezzi per raggiungerli al bene e al benessere comune.


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