IL COMMERCIO ESTERO È LA STRADA MAESTRA PER USCIRE DALLA CRISI

IL COMMERCIO ESTERO È LA STRADA MAESTRA PER USCIRE DALLA CRISI

Il commercio estero è una vocazione per gli imprenditori veneti. Nel 2013 la nostra regione ha esportato nel mondo beni per quasi 53 miliardi di euro, il 35 per cento del PIL regionale, ponendosi al secondo posto dopo la Lombardia (in valore assoluto) e dopo l’Emilia Romagna (come quota dell’export sul PIL). In Europa esportiamo di più rispetto a stati come la Romania, il Portogallo, la Grecia. Germania, Francia e Stati Uniti rimangono i maggiori mercati di sbocco, ma sono in forte crescita le vendite nei paesi emergenti. Le esportazioni superano di molto le importazioni: l’anno passato la bilancia commerciale regionale si è chiusa con un avanzo di oltre 15 miliardi di euro. Da solo il Veneto genera metà dell’attivo commerciale italiano!

Nel primo semestre del 2014, nonostante il rallentamento del commercio mondiale, le esportazioni venete sono aumentate del 3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2013, un ritmo più che doppio rispetto al +1,3 per cento nazionale. Vanno molto bene le vendite nell’Unione europea (+5,5%), mentre ristagnano quelle verso i paesi extra-UE (-0,4%). Tra i settori tradizionali registrano una dinamica sostenuta gli articoli in pelle e le calzature, prodotti alimentari e bevande, macchinari, strumenti medici (compresa l’occhialeria). Meno brillanti sono i risultati dei prodotti tessili, dell’abbigliamento e della gioielleria. Per il 2015, secondo le indagini della Banca d’Italia, le attese sono positive per tutti i principali mercati di sbocco, con la significativa eccezione della Russia (che riceve il 3,5 per cento di tutto l’export veneto), a causa delle sanzioni commerciali legate alla crisi Ucraina. In questo contesto fa quantomeno sorridere l’iniziativa organizzata a Padova dal segretario della Lega, Salvini, il quale come in molte altre tematiche (immigrazione, economia, lavoro, ecc.) non fa altro che attaccare le politiche del Governo, senza peraltro suggerire alcuna strategia per aiutare le aziende e gli imprenditori in difficoltà.

Negli anni della recessione il “Made in Veneto” ha permesso al nostro sistema produttivo di reggere il crollo della domanda interna, difendendo migliaia di posti di lavoro. Oggi, a sette anni dall’inizio della crisi, le esportazioni si confermano la via maestra per rilanciare l’economia veneta. A una condizione: che i nostri imprenditori non siano lasciati soli dalle istituzioni statali e regionali nella difficile sfida di conquistare i mercati internazionali.  Una politica dunque di supporto alle imprese venete che è stata completamente trascurata negli ultimi cinque anni da Zaia e dalla Lega e che, auspichiamo, possa essere messa in campo dal Partito Democratico con il nuovo Consiglio regionale.


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