La difesa è sempre legittima?

La difesa è sempre legittima?

di Laura Trovò –

Per questa prima uscita ho deciso di scrivere di legittima difesa. No, evidentemente non si tratta di un tema semplice, ma quale questione politica lo è? A volte ci si scorda che amministrare è una responsabilità ed essere amministratori responsabili è un dovere nei confronti dei propri cittadini. Ho letto di tutto e di più in questi mesi su questo tema, anche da parte di esponenti del PD.

Ho sempre pensato che dovessimo lasciare ad altri partiti il compito di cavalcare e sfruttare, amplificandoli, i mal di pancia popolari. Il nostro compito, invece, non può essere che quello di analizzare razionalmente anche problemi difficili, quale quello della sicurezza, e valutare le soluzioni concretamente realizzabili, anche qualora queste siano talvolta inizialmente impopolari.

Nel nostro partito si sta temporeggiando e prendendo tempo sulla questione della legittima difesa, probabilmente per evitare di essere trascinato in una direzione che non può essere la sua. La conseguenza, però, è che nel frattempo nei territori diversi nostri amministratori stanno inseguendo le proposte demagogiche degli altri partiti. Per tale motivo ho deciso di ricostruire velocemente la questione.

La difesa è sempre legittima? No. E ce lo dice la stessa Costituzione. Nella Costituzione il bene “vita umana” è pacificamente ricompreso tra i «diritti inviolabili dell’uomo», riconosciuti e garantiti illimitatamente all’art. 2. Di ben altro tenore, e sottoposto ad una serie di limiti espressi, il riconoscimento apprestato alla proprietà privata nell’art. 42. D’altra parte, il rapporto di rango tra vita umana e patrimonio non è un portato rivoluzionario della Costituzione repubblicana. Da sempre, l’ordinamento giuridico colloca i due beni su piani diversi. Per questo la legittima difesa prevista all’art. 52 c.p. si configura solo qualora vi siano presupposti specifici.

D’altronde, la normativa sulla legittima difesa è stata già modificata nel 2006, prevedendo ai co. 2 e 3 una speciale ipotesi di legittima difesa domiciliare allargata. In questa, ferma restando l’esigenza di un’offesa in atto, si cerca di escludere l’esigenza di proporzione tra offesa e difesa, con una sorta di presunzione di proporzionalità, garantendo che se la violazione avvenga in domicilio privato, attività professionale, commerciale, imprenditoriale la reazione ad un offesa possa essere sproporzionata.

Abbiamo visto, come in casi di cronaca come il caso Stacchio, la vigente normativa abbia consentito la chiusura del processo al termine delle indagini preliminari con l’archiviazione.

A questo proposito ho letto la proposta di legge dell’Idv. Sì, si tratta di una proposta di legge popolare e non di una richiesta di referendum, come ho spesso erratamente sentito riportare. Allegato alla proposta un dossier con dei casi di cronaca attuali. Impressiona come nessuna narrazione dei casi all’interno del dossier termini con una condanna, ma semplicemente con l’apertura delle indagini. Ricordiamo che l’iscrizione nei registro degli indagati è un atto dovuto davanti ad una notizia di reato, ovvero davanti ad un fatto che potrebbe configurare un reato, ma che solo le ulteriori indagini e l’eventuale processo determinerà se essere tale. Così funziona la giustizia, che certo non sarà perfetta, ma necessita delle sue regole per essere garantita. E colpisce come una forza che si dica di sinistra si lasci trascinare in proposte/spot demagogiche, proponendo formulazioni di modifiche dai profili ad alto rischio di incostituzionalità (secondo il principio di ragionevolezza), come l’esclusione dell’ipotesi dell’eccesso colposo di legittima difesa, qualora la condotta sia diretta alla salvaguardia della propria o dell’altrui incolumità o dei beni propri o altrui nei casi previsti dal co. 2 e 3, art. 52 c.p..

Quando sono in gioco interessi di rango costituzionale è sempre importante agire con molta attenzione da parte del legislatore. A questo proposito è necessario sottolineare come una posizione del Partito Democratico ci sia sul tema, anche se non è stata sufficientemente comunicata e non ha ancora avuto la dovuta risonanza. Ovviamente su questi temi delicati, quali la sicurezza, avremmo sempre una posizione più impopolare, più difficile da sostenere rispetto ad altri partiti. Ma il nostro compito non è quello di inseguire il malcontento dei cittadini con proposte populiste, ma di attenerci sempre a ciò che è concretamente realizzabile. Perché questo significa far politica responsabilmente.

La nostra linea si concretizza in un emendamento all’art. 59 c.p., quello sull’errore. In parole semplici: se un cittadino, gravemente turbato, scioccato dal trovarsi un ladro in casa, magari di notte, reagisce sopravvalutando il pericolo, magari sparando o terrorizzato dal rischio che potrebbero correre i suoi familiari, beh, questa è legittima difesa. Si tratta di una modifica responsabile che non tocca i piani diversi in cui si pongono il diritto alla vita e alla proprietà privata nella Costituzione e che va a coprire una lacuna dell’attuale disciplina.

E’ necessario però capire come non siano queste modifiche a garantire la diminuzione dei furti e delle rapine. Come potrebbe armare i cittadini garantirlo? In una fase difficile, sono stati aumentati mezzi e risorse destinate alle forze di Polizia. Sono state elevate le pene per reati di particolare allarme sociale, come quelli legati a furti e rapine nelle abitazioni. Ma penso anche ad altro. Penso alle iniziative per la qualificazione urbana delle periferie. Alle riforme per creare lavoro e a quelle contro la povertà. Penso alle iniziative per la promozione culturale e la formazione dei ragazzi. La sicurezza dei cittadini non può passare che da qui.

 

Laura Trovò

Consigliere Comunale Piove di Sacco – Gruppo Partito Democratico.

 

 


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