La sfida di Tsipras tra mito e dura realtà

La sfida di Tsipras tra mito e dura realtà

Pubblico un mio articolo uscito sul Mattino di Padova, in merito alle recenti elezioni in Grecia.

La sfida di Tsipras tra mito e dura realtà

TsiprasSarà anche il nuovo idolo della sinistra continentale, ma Alexis Tsipras si sta dimostrando molto meno ideologico di tanti suoi sostenitori europei (e italiani). Il nuovo governo – solo dieci membri e tutti uomini, alla faccia delle quote rosa – è nato grazie ad un accordo con il partito di destra dei Greci Indipendenti guidato da Pammos Kammenos, noto per le sue posizioni ultrareligiose, omofobe, euroscettiche e nazionaliste. Praticamente, un incrocio in salsa greca tra Fratelli d’Italia e Salvini.

Un’alleanza che per aperture fa decisamente impallidire il patto del Nazareno. L’esecutivo guidato da Tsipras ha di fronte a sé il difficile compito di attuare il programma di radicale rigetto delle politiche di austerità con cui Syriza (il partito di sinistra di Tsipras) ha stravinto le elezioni.

Per rispettare le promesse fatte, a partire dalla rinegoziazione dell’enorme debito pubblico, il nuovo premier greco dovrà però passare da un difficile negoziato a Bruxelles, dove contano rapporti di forza e alleanze. In Europa Renzi e Tsipras – due uomini pragmatici, molto più simili di quanto possa sembrare a prima vista – troveranno con tutta probabilità un terreno di intesa. Nella trattativa, la Grecia avrà bisogno di tutto il sostegno dell’Italia.

Per l’Italia, la Grecia sarà un motivo in più per spingere la Commissione UE a un cambio di rotta più che mai necessario ed ad un allentamento delle politiche di austerità che devono considerare la realtà economica di ogni stato, il debito ma anche la propensione all’investimento oggi tanto necessario all’Italia per rilanciare lavoro ed occupazione, questa si vera priorità del Paese. Alcuni risultati sono stati raggiunti, durante il semestre di presidenza italiano: il piano Juncker, che punta a 315 miliardi di investimenti pubblici e privati; le nuove linee guida della Commissione sulle regole di finanza pubblica, che finalmente introducono importanti elementi di flessibilità e, soprattutto, il mega-piano di acquisti di titoli pubblici della BCE, che vale da solo 1.140 miliardi di euro nei prossimi 19 mesi. Tutti passi importanti, ma non ancora sufficienti. Il “vento” greco, se indirizzato con intelligenza e fuori da ogni forma di isolazionismo, potrà aiutare a farne altri.


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