Ripartiamo

Ripartiamo

Dalla riflessione con  tre parole: grazie, insieme, futuro.

Dopo i risultati delle regionali 2015 mi sono preso del tempo per riflettere. Il rischio, dopo la sconfitta deludente del PD e per la mancata elezione era quello di confrontarmi con voi in maniera poco obiettiva, con emozioni influenzate dai risultati. Con molti di voi abbiamo giocato una partita: abbiamo perso però abbiamo la certezza di aver dato tutto. Giusto fermarsi, riflettere, mettersi in discussione. Si fa così nella vita ed è il modo migliore per riordinare le idee prima di ripartire. Torno ora a scrivervi ripartendo da semplici parole:

GRAZIE

Devi molto a chiunque ti abbia mai dato fiducia (Truman Capote)

 

Grazie a tutti voi che ci avete creduto, che avete sostenuto le nostre idee per il Veneto, che avete dato fiducia alle nostre proposte. Grazie 3383 volte. In un momento in cui il Partito Democratico non era certamente favorito abbiamo, per la prima volta, dato vita ad un vero confronto interno.

INSIEME

Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo (Henry Ford)

 

Una delle più grandi soddisfazioni degli scorsi mesi è stata quella di trovare un gruppo di persone che ha donato tempo, energia e idee alla nostra sfida. In questi tempi di sfide decisive per il nostro Paese, scontri sociali e politici sempre più duri, la parola “insieme” deve tornare ad essere importante.

FUTURO

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni (Eleanor Roosevelt)

Vedrete che già da oggi questa newsletter sarà scritta a più mani. Oggi la scrivono un gruppo di giovani impegnati sia nel sociale sia in politica: a loro il futuro per la passione e le qualità che li animano. Da domani altri potranno essere ospitati se vorranno condividere pensieri propositivi.

 

Un anno vissuto pericolosamente!

Non il mio anno trascorso. Parlo del Partito Democratico. Serve urgentemente chiarezza: i territori e le segreterie locali devono cambiare. Non nelle persone, ma nel dialogare con il Veneto. Candidature tardive alle regionali, divisioni sul referendum “Trivelle”, la vacanza della segreteria Regionale, le diatribe sulle segreterie locali, la sconfitta senza appello alle ultime amministrative sono  segnali della necessità di un profondo cambiamento che non significa, come è solita fare la vecchia politica, chiedere le dimissioni di qualcuno. Smetterla di dividersi per secondi fini tra ex ed attuali, tra più e meno di sinistra, tra alti e bassi è il primo passo. Il secondo è quello di tornare ad essere comunità: il segretario ed i vertici del partito possono non essere pienamente coincidenti con il proprio credo. Ma fino al successivo congresso si discute, ci si conta ma poi non ci si divide e si lavora a sostegno del percorso deciso. E soprattutto ci si rispetta. Quando parlo di dialogo con il Veneto penso all’entrare nei dibattiti che maggiormente riguardano la quotidianità delle persone: il tema dell’immigrazione, la sicurezza, la questione delle banche venete, l’inquinamento ambientale (non solo PFAS), il lavoro e la sanità. Temi che ci hanno visto talvolta timorosi o talvolta bizantini nell’esporre soluzioni incomprensibili. Parlare solo di riforme nazionali è insufficiente. Va aggiunto altro: adattarsi ed interpretare (credendoci veramente) le peculiarità del territori parlando ai nostri imprenditori, uno dei pilastri del Veneto e non indistinti evasori, capire l’istanza autonomista e farsi interprete delle risposte che i cittadini attendono, comprendere che il lavoro autonomo oggi va tutelato quanto e come il lavoro dipendente. E’ un momento storico in cui instabilità, paure e disgusto verso la politica dominano l’opinione pubblica. Non lo si risolve con la bontà paternalistica di chi chiama alle urne l’elettorato promettendo cambiamenti tardivi o rispondendo sempre affermativamente alle richieste anche se prive di visione. All’interno di questo percorso di rinnovamento, oggi non più eludibile per il Partito Democratico pena la sua scomparsa, noi ci saremo: si tratti di congresso o altri momenti di confronto chi oggi intende partecipare attivamente ad un progetto riformista e moderno per il nostro Paese non può esimersi e questo è il luogo.


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