VITALIZI, UNO SPETTACOLO DEPRIMENTE

VITALIZI, UNO SPETTACOLO DEPRIMENTE

Uno spettacolo deprimente. Non trovo altra definizione per la polemica che si è scatenata dentro e fuori Palazzo Ferro Fini sul contributo di solidarietà a carico degli ex consiglieri regionali. I vitalizi regionali, a partire dalla prossima legislatura, sono stati aboliti e sostituiti da una pensione basata sul sistema contributivo, come avviene per tutti i lavoratori. Bene, se non fosse che per il passato la Regione continua a pagare generosi assegni a 226 ex consiglieri spendendo oltre 11 milioni all’anno. Come è noto, il presidente dell’assemblea Ruffato ha avanzato la (timida) proposta di un contributo di solidarietà dal 5% al 15% degli assegni per tre anni, fino al 2017. Apriti cielo! Dichiarazioni inviperite dell’associazione degli ex consiglieri regionali, una lettera dell’ex consigliere (ed ex parlamentare) Severino Galante che minaccia l’apertura di un “contenzioso giuridico”, un centinaio di politici a riposo pronti a rivolgersi all’avvocato (ed ex parlamentare) Maurizio Paniz per tutelare i propri interessi. Come è possibile, mi chiedo, ribellarsi con tale veemenza ad un sacrificio tutto sommato modesto (e temporaneo) in una fase di dura crisi economica e disoccupazione dilagante? Si sostiene che i vitalizi sono un “diritto acquisito” e non possono essere toccati: che dire allora di quanto è accaduto agli esodati o a chi era prossimo alla pensione? In questo spettacolo deprimente, il campione degli ipocriti è però ancora una volta il presidente Zaia. Oggi invita a gran voce il consiglio ad andare avanti, “senza guardare in faccia nessuno”, vista la “crisi drammatica che impone scelte radicali”. Peccato che all’inizio di questa legislatura – quando la crisi economica era già esplosa – la sua maggioranza fosse in procinto di aumentare i vitalizi con un intervento giustificato con inspiegabili ragioni di “equità” e bloccato solo grazie alle proteste del Pd. Senza guardare in faccia nessuno, presidente Zaia?


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